Le caratteristiche chiave del software gestionale di nuova generazione per le PMI

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Ormai è noto: implementare al proprio interno un software gestionale e, più in generale, processi di digitalizzazione portano a una serie di vantaggi anche per le PMI. Tra i più evidenti, si registrano: aumento delle vendite, riduzione dei costi, facilità di accesso alle informazioni, miglioramento della customer experience e incremento dell’efficienza produttiva.

Oggi – poi – che IoT, Cloud, Data Intelligence, Machine Learning e Blockchain rappresentano i driver della trasformazione digitale che sta interessando le PMI italiane, l’implementazione di tecnologie avanzate appare fondamentale per sostenere e migliorare i propri processi aziendali e per crescere. Tuttavia, in questo stesso contesto ostacolato dal perdurare di una crisi economica che limita le risorse disponibili e dai bisogni di un business chiamato a inseguire mercati sempre più differenziati, mutevoli e reattivi, per la scelta del software gestionale – anche per le PMI – continua a giungere chiara dalle aziende la richiesta di “flessibilità operativa”.

La richiesta stessa spinge le realtà imprenditoriali, intenzionate a crescere, a investire in strumenti di gestione capaci di servire i processi, di fornire informazioni tempestive e accurate, e di adattarsi rapidamente ai cambiamenti di business. Coniato negli Anni Novanta da Gartner, l’acronimo ERP utilizzato per descrivere il software di “back office” (che allora includeva risorse umane, contabilità, gestione dei progetti), già nel decennio successivo ha rappresentato qualcosa di completamente diverso.

Una migliore interazione, un accesso più rapido, interfacce utente ottimizzate e modernizzate hanno fatto da corollario a una serie di innovazioni talmente radicate da risultare oggi imprescindibili. Pensate, infatti, a un moderno sistema di Enterprise Resource Planning privo di integrazione con la gestione della Supply Chain o del CRM (Customer Relationship Management) … Quale azienda oggigiorno accetterebbe di implementarlo senza interfacce native Mobile e una Business Intelligence integrata?

L’avvento degli ERP cosiddetti “estesi” o di seconda generazione (ERP2) ha – di fatto – reso possibile per le aziende realizzare un dialogo in tempo reale con la propria filiera produttiva o commerciale, da cui la creazione di nuovi modelli di gestione di imprese “aperte” e “integrate” con il mondo esterno. Non da meno, l’avvento del Cloud Computing e il progressivo affermarsi della modalità del software erogato come servizio (SaaS) ha introdotto ulteriori indiscutibili vantaggi. Nella modalità Software-as-a-Service, infatti, si paga solo per ciò che si consuma, scompare l’onere di infrastrutture proprietarie e gli aggiornamenti automatici arrivano puntuali sia in termini di software release, che di patch per la sicurezza.

Sempre grazie all’erogazione via Cloud, tra i servizi che si sono maggiormente diffusi tra le PMI figurano: piattaforme collaborative, soluzioni di CRM, applicazioni di e-Commerce e sistemi di HR e gestione dei talenti sviluppate in un’ottica di integrazione in tutti i processi e con tutte le altre risorse aziendali. Oggi, poi, che modalità e servizi sono pressoché sdoganati, a tenere banco sono i “Cloud ERP” e i cosiddetti “Intelligent ERP”, o “iERP”, nel termine coniato da IDC. Parliamo di sistemi sempre più richiesti dalle aziende italiane, all’interno delle quali si registra uno tra i più alti tassi di adozione a livello globale.

Il loro valore? La possibilità di offrire – anche alle PMI – configurazioni specifiche per ogni dimensione ed esigenza organizzativa in maniera personalizzata e scalabile. Al loro interno, analisi previsionali, supporto al processo decisionale in tempo reale e simulazioni di scenario permettono di realizzare in tempo reale un digital business “integrato” e “intelligente”. Predictive Analytics e Machine Learning integrati in un Intelligent ERP permettono, infatti, di fornire in maniera automatica e collaborativa alle aziende evidente e intuizioni importanti per ottimizzare business e processi decisionali.

Diventa così possibile prevedere gli sviluppi delle situazioni nelle fasi iniziali, intraprendere azioni appropriate anche prima che si verifichino problemi, così da reinventare continuamente l’esperienza dei clienti e accelerare la produttività prendendo decisioni giuste, perché basate sui dati. D’altra parte, gli ERP trend per il 2019 identificati da Accenture parlano chiaro e identificano 5 azioni chiave ritenute “cruciali” per la futura evoluzione dei software gestionali. Si parte dallo sviluppare una strategia Cloud capace di adattarsi alle ambizioni commerciali delle imprese che la implementano come parte di una strategia più ampia di trasformazione digitale, all’investire in intelligenza e automazione, non come se si trattasse di componenti aggiuntive ma di una parte fondamentale del proprio software gestionale ERP.

L’evoluzione degli ERP per il prossimo futuro richiede, inoltre, di abbandonare la strada dei fornitori di servizio per andare alla ricerca di partner di “co-creazione” capaci di differenziarsi (in quanto specializzati nel proprio business) e, per questo, in grado di reinventare i modelli di delivery dei servizi. Infine, sempre per Accenture, occorre perseguire una personalizzazione dell’esperienza dell’utente senza soluzione di continuità tra canali e piattaforme, e trattare i dati come una risorsa per amplificare gli insight a favore del business.

Sfruttare le nuove tecnologie per soddisfare le mutevoli esigenze di clienti e mercato non basta. La digital transformation deve passare necessariamente dai sistemi transazionali da cui dipendono le attività di un’azienda. Solo così il potenziale delle iniziative digitali sarà davvero libero di esprimersi.